Secondo il codice penale, chiunque percuote una persona, se dal fatto non deriva una malattia, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi; se, invece, dalla condotta criminosa deriva una lesione personale, dalla quale scaturisce una malattia nel corpo o nella mente, la pena è più elevata.
Qual è la differenza tra percosse e lesioni?
Semplice: le prime non cagionano una malattia, per tale dovendosi intendere non soltanto la lesione anatomica (la ferita, in altre parole), ma anche la riduzione apprezzabile di funzionalità dell’organismo. La percossa, in altre parole, consiste in una violenza che genera soltanto una sensazione fisica di dolore, senza postumi di alcun genere (uno schiaffo, un lieve pugno sulla spalla).
Quindi, a seconda che l’aggressione abbia cagionato una malattia o una semplice sensazione di dolore, potrà essere qualificata come lesione o percossa. È chiaro, allora, perché la lesione venga sanzionata più gravemente rispetto alla semplice percossa: si pensi soltanto che la lesione personale grave e quella gravissima, cioè la lesione capace di mettere in pericolo la vita della vittima o di provocargli un danno permanente, è punita rispettivamente con la reclusione fino a sette e fino a dodici anni.